La memoria collettiva è il respiro profondo di una comunità, il filo invisibile che intreccia generazioni e custodisce voci, gesti, ferite e speranze. Nel territorio essa si fa pietra, strada, paesaggio: ogni luogo diventa archivio vivo di storie condivise e identità sedimentate. È radice e orizzonte insieme, forza silenziosa che plasma il presente e orienta il futuro. Raccontare significa rivivere, dare forma, ricordare; lasciare traccia laddove i nostri familiari tracciarono segni con il lavoro, la vita comunitaria e il sacrificio. (leggi altro…)
Il sindaco di Gonnesa chiede che le ex strutture minerarie della frazione vengano trasferite al patrimonio comunale
GONNESA. Il sindaco Pietro Cocco ha deciso di scuotere gli ambienti regionali e Igea a proposito dei beni immobiliari della frazione di Normann, in Comune di Gonnesa. Oggetto delle attenzioni del primo cittadino Villa Stefani, l’ex Dopolavoro, Villa Pintus e l’alloggio Degli Scapoli.
«Oltre ad essere beni architettonici di indiscusso pregio, sono testimonianza di identità e storia locale che affondano le proprie radici nella cultura mineraria, patrimonio indiscusso del territorio. – ha detto Pietro Cocco – Il borgo Minerario di Normann ha bisogno di particolare attenzione e rientra nei piani di valorizzazione delle risorse del Comune, che ha già avviato opere di acquisizione e di riqualificazione dei beni immobili regionali come l’asilo ex Esmas. Inoltre questi edifici sono privi da anni di custodia, oggetto di saccheggi e atti vandalici, spesso un pericolo per l’incolumità di chi abita nella frazione. È urgente l’avvio delle procedure per il trasferimento delle proprietà al Comune». Intanto in occasione dell’occupazione dell’aula consiliare i disoccupati di Gonnesa hanno deciso di ingiungere ad Igea l’avvio delle bonifiche di Sa Masa. I disoccupati sembrano intenzionati a raggiungere Campo Pisano per fissare i tempi per l’avvio dei lavori.(ea)
La nuova Sardegna 06 agosto 2008
Dieci in corsa per acquisire i beni minerari
Erminio Ariu
Il sindaco di Gonnesa: scelte decisive per il settore turistico
GONNESA. A un mese dalla scadenza del bando (fissata alle 13 dell’8 ottobre), c’è molto fermento a livello imprenditoriale per l’acquisizione dei beni immobiliari minerari della Regione che ricadono nel territorio di Gonnesa e che insistono nelle zone di Seruci e a Normann.
La proposta prevede l’assegnazione delle aree di Seruci e di alcuni edifici di Normann (Villa Stefani, Villa Pintus, alloggi degli scapoli e lo spaccio) sono alcune decine i rappresentanti di altrettante società immobiliari nazionali ed internazionali ad avere finora proposto la propria candidatura formale per avere, in affitto, le ville dei dirigenti delle società minerarie e che attualmente sono in completo stato di abbandono.
Non rispettando la procedura, alcune multinazionali hanno contattato erroneamente il sindaco di Gonnesa ritenendo che la partita si dovesse giocare anche con la presenza dell’amministrazione comunale. «Disponiamo di conoscenze di seconda mano – ha detto il sindaco Pietro Cocco – perchè la questione deve essere trattata con la Regione. Siamo stati, questo è vero, contattati in molte occasioni da parte di importanti gruppi internazionali che si sono presentati a Gonnesa per avere maggiori ragguagli sulla valorizzazione di quei siti».
Gli edifici dismessi, utilizzati a suo tempo per scopi diversi, dovranno essere valorizzati con destinazioni prevalentemente di valore culturale. «Indubbiamente – osserva ancora il sindaco Cocco – le caratteristiche degli edifici sono diverse tra Seruci e Normann e quindi anche le condizioni di passaggio ai privati sono altrettanto differenti: per Seruci, è bene ricordare, si vende l’area circostante e i locali mentre a Normann, con canone d’affitto annuo bassissimo, si parla di conduzione a scadenza poliennale». Per le villette di Normann, infatti, si parla di affitto per 99 anni, ma in questo caso a carico dell’imprenditore rimane l’onere della spesa che si prospetta abbastanza notevole.
Due postazioni differenti anche sul fronte ambientale: Normann è immersa nel verde e gli edifici sono completamente isolati sul costone della montagna di San Giovanni, mentre Seruci si adagia sulla pianura omonima con vista a mare sul Golfo del Leone. «Dal punto di vista turistico – ha aggiunto Pietro Cocco – siamo di fronte a dei beni che, se opportunamente valorizzati, potranno fornire ricadute notevoli nel settore ricettivo e quindi anche occupazionale». Non va dimenticato che Seruci ha sorgenti termali che potrebbero essere valorizzate. Ancora un mese per conoscere la sorte futura di quei due siti minerari lasciati in stato di abbandono per troppo tempo. Per Normann intanto Gonnesa sembra intenzionata a riproporre la strada di collegamento diretto con la frazione.