Le vie di arrampicata sportiva

Il Monte San Giovanni, a poche centinaia di metri da Normann, rivolge verso nord una serie di pareti di calcare bianco di eccezionale qualità. Questo paradiso del climbing non è certo passato inosservato agli arrampicatori, che attraverso gli anni, hanno eletto queste falesie uno dei loro luoghi preferiti. Le alterne vicende del luogo, dovute all’assestamento del terreno, ne hanno decretato l’abbandono per più di trent’anni, ma ora l’intera zona sta conoscendo una rinascita tornando a essere apprezzata dai climbers di tutta Europa. La qualità del calcare e delle vie di arrampicata, unita alla concentrazione (sono tutte nel raggio di poche centinaia di metri) potrebbero fare di questo luogo uno dei centri di arrampicata più belli di tutto il Sud Sardegna.

Mattia Vacca anno 1988 (in basso il villaggio Normann)

La genesi

L’arrampicata sportiva sul Monte San Giovanni ha radici lontane, nei primi anni ottanta. Le prime vie sulle sue pareti furono tracciate nel 1984 da Maurizio Oviglia, Corrado Pibiri e Bruno Poddesu. Allora le pareti si salivano ancora in modo alpinistico, ovvero piantando chiodi che poi venivano estratti dal secondo di cordata. La prima via si chiamava “Con la luna e il contagocce” e percorreva il grande arco della parete più alta in tre lunghi tiri di corda. Di quella via, tuttavia, non essendo chiodata, oggi è rimasto solo il tracciato e la memoria nella mente dei protagonisti.

Con la luna e il contagocce - disegno originale (anno 1984)

Le prime vie di arrampicata sportiva

A partire dal 1986 il cagliaritano Gianluca Piras, che proveniva dalla speleologia, iniziò a valorizzare le pareti in ottica di arrampicata sportiva, cioè attrezzandole preventivamente con chiodi a espansione. La prima falesia a essere attrezzata fu il Settore Isa, a pochi passi dal Belvedere di Normann. Ma ben presto Gianluca si rivolse alle pareti vicine, a esempio il settore Omega, sopra il paese, oppure la parete principale dove saliva “Con la luna e il contagocce”. Questa divenne la falesia più frequentata, soprattutto nella stagione estiva. San Giovanni era infatti, in quegli anni, l’unica parete rivolta a nord, dunque frequentabile nella stagione calda. A Gianluca si affiancò presto Maurizio Oviglia, anche lui chiodatore di diverse vie nuove, a volte molto difficili, le massime difficoltà per quegli anni.

Gianluca Piras anni '90 (Ph. Mattia Vacca)
Maurizio Oviglia 1988 (Ph. Mattia Vacca)

Gli anni novanta e l’abbandono

Alla fine degli anni ottanta vide la luce un settore all’estrema destra, talmente bello da meritarsi il nome di Muro Di Vino. La prima via sfruttava il gioco di parole e fu battezzata “Sangria”. Poi Gianluca si rivolse alle grotte sopra il Belvedere di Normann ed Enzo Lecis fu il primo a salire la grande parete, la più alta, ben visibile dalla piazza del villaggio Normann, davanti alla casa del direttore. Nel 1996 Maurizio Oviglia chiodò una nuova grotta sopra il Muro DiVino che battezzò “Metropolis”. Tuttavia, poco dopo, in seguito a un assestamento del terreno, l’intera zona fu recintata e di conseguenza abbandonata dagli scalatori.

Gianluca Piras sul Muro DiVino

2020: la rinascita

Maurizio Oviglia prese nuovamente l’iniziativa e chiodò un settore nuovo sopra le antenne, all’estrema destra. La roccia, una quarzite, completamente diversa da quella delle pareti classiche di San Giovanni, suggerì il nome della nuova falesia: “Superquartz”.

Superquartz

La grande abbondanza di vie facili e adatte ai principianti, decretò il successo di questa falesia che divenne frequentatissima, nonostante le condizioni della strada di accesso da Gonnesa peggiorassero di giorno in giorno.
Potete trovare maggiori informazioni su Superquartz a questo indirizzo:
https://www.pietradiluna.com/topos/superquartz/

Cecilia Marchi sul Superquartz

2023: la richiodatura del Muro Di Vino

Grazie al finanziamento della Locanda S’Anninnia di Gonnesa, i chiodatori storici Maurizio Oviglia e Gianluca Piras compiono un completo restyling del Muro Di Vino che così torna a essere frequentato dopo più di 30 anni.
Potete trovare maggiori informazioni a questo indirizzo:
https://www.pietradiluna.com/topos/murodivino-gonnesa/

materiali anni '80
materiali attuali
Le vie di Metropolis

2024: rinasce la Grotta di Metropolis e nuovi settori sul lato ovest

Maurizio Oviglia e Simone Sarti si dedicano alla rinascita della Grotta di Metropolis. In tre mesi di lavoro la falesia viene interamente richiodata. Maurizio Oviglia richioda completamente la via Arianne sul paretone. Simone Sarti e Marco Corda si occupano invece di chiodare due nuovi settori sopra Superquartz:  La Cueva del Sol e la Placca dei coltelli. Inizia il recupero del settore Omega sopra il Villaggio Normann da parte di Gianluca Piras e il suo gruppo.
Qui informazioni sulla via Arianne:
https://www.pietradiluna.com/topos/arianne-san-giovanni-gonnesa/

Grotta di Metropolis
Simone Sarti al lavoro per il restyling di Metropolis

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