Sentiero 515

Da cantoniera F.M.S. n°49 a Villaggio Normann tappa intermedia sorgenti e abbeveratoi

Sentiero 515

Territorio Comunale: Gonnesa

lunghezza: Km. 0,700

dislivello: m.113

percorrenza media: 20 minuti

livello di difficoltà: E

Intersezioni:

1 – sentiero 513 (da Funtana Coperta a Gonnesa);

2 – sentiero 511 (da Miniera di San Giovanni a Gonnesa);

3 – sentiero 512 (da Normann a Gonnesa).

Il percorso è breve ma impegnativo perché, in circa 700 metri, supera un dislivello di 113 metri. Il sentiero si stacca dal sentiero 513 all’altezza della cantoniera n° 49 F.M.S., inerpicandosi in un breve tratto ricavato in una discarica di sabbie di laveria. Immediatamente si apprezza una vegetazione di lecci che, durante il percorso, si infittisce al punto da mantenere in ombra l’escursionista fino al punto di arrivo.

Il primo tratto si affaccia su una vecchia strada mineraria che deve essere imboccata in direzione ovest per una cinquantina di metri, dopo i quali si imbocca decisamente il compluvio sud che, tramite una serie di tornanti, conduce a quota 150 dove si incrocia il sentiero 511, che corre in quel tratto sul tracciato di una vecchia Decauville (piccola ferrovia mineraria a traino animale).

Proprio alla presenza dei cavalli e dei muli da tiro si deve l’insieme di sorgenti e abbeveratoi che si trovano appena sotto il tracciato del 511. Queste infrastrutture realizzate tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo, fungevano da punto di ristoro per questi preziosi animali, che lì potevano bere e nutrirsi delle carrube raccolte dagli alberi sapientemente distribuiti lungo il percorso. Le sorgenti sono di origine freatica e perciò non sempre sgorga l’acqua. In ogni caso è sconsigliabile bere l’acqua da queste sorgenti, non essendo soggette a verifiche d’ordine sanitario. Il luogo è comunque fresco, suggestivo e certamente merita una pausa.

Attraversando il tracciato del 511 si prosegue in direzione sud all’interno del compluvio naturale in un bosco che ormai è colonizzato da pini secolari, impiantati dalla società mineraria per mitigare il clima e offrire un’aria più sana al villaggio e per poter estrarre dalla loro corteccia le resine utili al funzionamento di alcuni macchinari.

Raggiungiamo una stretta strada asfaltata che ci dice che siamo ormai nel cuore del Villaggio Normann: imboccando la salita raggiungiamo, dopo un centinaio di metri, il punto d’arrivo del sentiero 515.

Il villaggio Normann prende il nome del tecnico che, alla fine dell’800, scoprì in quel luogo un importante giacimento minerario. Con l’avvento di nuove tecniche di coltivazione la miniera di San Giovanni si spostò più a valle e il sito venne utilizzato nel primo ventennio del ‘900 per l’edificazione del villaggio riservato ai quadri e ai dirigenti della miniera. Attualmente il villaggio è abitato da una ventina di nuclei famigliari che lo curano e lo animano con iniziative culturali e di difesa ambientale, in attesa di interventi pubblici per la riqualificazione e il riuso degli edifici storici abbandonati.