Sentieri della memoria

I “Sentieri della Memoria” sono stati realizzati dall’associazione Villaggio Normann OdV riaprendo e mettendo in rete antiche tracce ottocentesche, Decauville, tracciati ferroviari e carreggi minerari. Si presentano al visitatore come un parco tematico reso ancor più suggestivo dai panorami e dai paesaggi del sistema litoraneo della Costa di Nebida e da quello collinare e montuoso del monte San Giovanni di cui il Villaggio Normann è il baricentro.

I sentieri attraversano, per buona parte, il Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Costa di Nebida”, caratterizzato dalle formazioni carbonatiche della serie cambrica dell’Iglesiente. Tra i rilievi principali si distinguono Pitzu Luas e Monte Scorra nella parte settentrionale, il Monte San Giovanni con la Punta Is Ollastus nella porzione centrale del quadrante. Questa parte si sviluppa intorno al Villaggio Normann e alla miniera di San Giovanni. Si tratta di una zona ricca di testimonianze di archeologia industriale, circondata da boschi cresciuti in quelle che sono le terre emerse più antiche d’Italia e del sistema europeo. Un paradiso per i geologi, ma anche per gli archeologi e per gli speleologi, grazie agli impianti minerari, alle gallerie e alle grotte naturali tra le quali spicca la bellissima Grotta di Santa Barbara, enorme geode con le pareti interamente ricoperte dalle concrezioni carsiche e dai cristalli di barite.

L’idrografia superficiale è costituita dal Rio San Giorgio e dal Canale di Monti Oi. Entrambi confluiscono nella palude Sa Masa, importante Area Umida marina caratterizzata da un delicato ecosistema in cui vivono e si riproducono importanti specie endemiche.
La formazione forestale maggiormente diffusa è la lecceta (Quercus ilex) associata al corbezzolo (Arbutus unedo), alla fillirea (Phillyrea latifolia), all’erica (Erica arborea) e al viburno (Viburnum tinus). Nel nucleo centrale è presente un importante bosco di pino d’Aleppo (Pinus halepensis), che circonda le strutture abitative del Villaggio Normann. A quote medio basse si trova la sughera (Quercus suber). Anche le macchie sono ben rappresentate con formazioni più evolute di erica e corbezzolo e, in forma minore, altre specie arbustive quali fillirea (Phillyrea latifolia) e lentisco (Pistacia lentiscus). In condizioni di maggior degrado si nota l’ingresso dello spazio spinoso (Calicotome villosa, C. spinosa). Sono presenti, anche se in modo sporadico, macchie basse con olivastro (Olea europaea var. sylvestris) e leccio allo stato cespuglioso. Queste ultime formazioni anticipano il processo di ricostituzione delle leccete distrutte a suo tempo. Lungo i torrenti è presente la vegetazione riparia con oleandro (Nerium oleander), salici (Salix sp.pl.) e canneti.

La flora del nucleo centrale è caratterizzata dalla presenza di un importante bosco di leccio e pino d'Aleppo con presenza di sughere e ginepro; macchie a lentischio e cisto nelle restanti aree intercalate con vaste superfici a gariga; vegetazione ripariale a salici, oleandro e canneti. Importante è inoltre la presenza di numerose altre specie vegetali a elevato valore naturalistico quali il Limonium merxmuelleri. La fauna è caratterizzata dalla presenza del falco pellegrino, oltre alle specie tipiche dell'area: falchetto, poiana, upupa, picchio, ghiandaia, riccio, gufo, merlo, donnola, cinghiale e volpe sarda.

Salvaguardia, valorizzazione e riutilizzo dei beni storici e ambientali

Col declino dell’industria mineraria che ha segnato significativamente l’economia dell’Iglesiente, da qualche decennio si cerca di valorizzare ciò che è rimasto. Non solo pozzi, gallerie e infrastrutture e tutto ciò che concorre a rendere unico questo patrimonio ma anche aspetti fondamentali come la geologia, la speleologia, la biologia, l’archeologia, l’antropologia. 

Questo è l’ambiente in cui sono vissuti quei sardi che hanno condiviso la durezza del lavoro sottoterra ma anche la vita nei piccoli villaggi nati e morti con le miniere. Nell’Iglesiente la quasi totalità dei centri di fondazione nacque in bocca di miniera per alloggiare migliaia di persone che, dalla metà dell’ottocento, giunsero da ogni parte col desiderio di riscattarsi da una vita persino più dura di questa. Al termine della grande epopea mineraria i villaggi, ormai privi del profitto economico, vennero abbandonati, lasciandoci in eredità quelle che oggi vengono definite “ghost town” ma che invece sono parte di un patrimonio culturale meritevole di essere salvaguardato e valorizzato. 

 

Questi insediamenti costituiscono dei luoghi autentici, grazie alle architetture originali ma anche perché l’abbandono repentino ne ha salvaguardato la matrice originale. L’associazione Villaggio Normann nasce proprio con la missione di salvaguardare, valorizzare e riusare questi Beni Culturali.

Tra le altre iniziative di animazione territoriale e di sviluppo locale realizzate con la preziosa collaborazione dei Comuni di Gonnesa e Iglesias, del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, dell’Agenzia Regionale Forestas, del Club Alpino Italiano, l’Associazione ha recuperato e/o messo in rete quasi 50 Km di vecchi sentieri, carreggi e vecchie ferrovie che introducono l’escursionista in un mondo antico in cui l’epicentro è il Villaggio Normann. 

Esplorare queste antiche vie di comunicazione significa seguire le impronte di uomini e donne, minatori, cernitrici, taglialegna e carriolanti, tutti indaffarati nello sfruttare le risorse della terra e strappare dalle sue viscere quei minerali preziosi. Una camminata nella storia non solo mineraria perché attraverseremo villaggi, antiche ferrovie e capisaldi militari che narrano storie parallele molto affascinanti. Infatti il lavoro compiuto da generazioni di uomini e donne ha modificato profondamente il volto e l’anima di questa terra rendendola, nel bene e nel male, unica nel suo genere.

La bellezza del paesaggio, la ricchezza geologica, speleologica e archeologica, insieme a un ambiente naturale vario e prezioso al punto da includere un Sito di Interesse Comunitario, rendono questa proposta molto varia sia dal punto di vista dei contenuti che da quello delle modalità di fruizione. Ne fanno parte i villaggi di Monteponi, Monte Agruxiau, Monte Scorra, Nebida, Bindua, San Giovanni, Normann, Seddas Moddizzis, Monte Onixeddu e Gonnesa, raggiungibili tramite 8 sentieri e 7 varianti che spesso si intersecano offrendo molte soluzioni in termini di tempo e di percorrenza. 

I sentieri

I sentieri, che sono tracciati con segnaletica C.A.I. e accatastati nella Rete Escursionistica Sarda, devono essere percorsi con la dovuta attenzione onde evitare di trovarsi su un tracciato diverso da quello prescelto inizialmente. 

Allo stesso modo si raccomanda di non uscire dai sentieri tracciati e non lasciare animali liberi per non incorrere nei rischi tipici delle zone minerarie (scivolamento in discariche, caduta in pozzi naturali o artificiali aperti).

E’ necessario dotarsi di una scorta d’acqua proporzionata ai chilometri e ai tempi previsti perché nessuno dei sentieri proposti dispone di fonti pubbliche con acqua potabile certificata.

  La presenza di alcune brevi gallerie ferroviarie rende utile la dotazione di una torcia elettrica. 

La copertura telefonica è presente su gran parte del percorso e, in caso di mancanza di linea, basta raggiungere una quota un po’ più elevata per ripristinare il collegamento. 

Sono attivi punti di ristoro solo a Bindua, Nebida e Gonnesa. 

E’ importante sapere che alcuni tratti non sono coperti da vegetazione alta e quindi il cammino può essere esposto al sole: elemento da prendere in considerazione, nei periodi più caldi, quando si scelgono gli orari di partenza.

La nostra guida

Villaggio Normann O.d.V. - "Sentieri della memoria" - Isolapalma Edizioni.

La pubblicazione vi propone un tuffo nel passato attraverso 15 percorsi (8 sentieri e 7 varianti). tracciati con segnaletica C.A.I. e accatastati nella Rete Escursionistica Sarda.

La "Terra di Mezzo" dell'Iglesiente.

Una sorta di parco tematico che potrà essere fruito in numerose varianti così da poter stimare il valore storico, archeologico e naturalistico di un angolo di Sardegna che merita di essere conosciuto, salvaguardato e valorizzato.

Un viaggio tra natura e storia nei villaggi minerari di Gonnesa e Iglesias.

Non la trovi in libreria, puoi richiederla tramite uno dei nostri contatti:

164 pagine a colori, 30 fotografie, 15 mappe con QR integrato che rimanda al sito www.sardegnasentieri.it.
Autore: Villaggio Normann O.d.V.
Edizioni: ISOLAPALMA. ISBN 978-88-946694-7-3. <.