Mercoledì 20 giugno, nell’ex asilo di Bindua, c’è stato un incontro pubblico in cui si è presentato il progetto Memorabilia. Nel corso della riunione, che ha visto un centinaio di partecipanti, si sono programmate insieme le attività necessarie alla realizzazione di un archivio digitale di comunità dei villaggi minerari di Normann, San Giovanni, Bindua e Monte Agruxiau
Al lavoro di raccolta e digitalizzazione delle immagini, si affianca un lavoro di ascolto ed elaborazione da parte di un guppo di artisti facenti capo all’associazione Riverrun ETS i quali, attraverso una serie di residenze artistiche, trasformeranno l’attività di ascolto ed elaborazione in performance teatrali di strada
Esistono luoghi che rischiano di scomparire non solo fisicamente, ma anche simbolicamente. Territori in cui la memoria collettiva si frammenta lentamente insieme alle comunità che li hanno abitati: fotografie dimenticate nei cassetti, lettere, documenti, racconti orali, immagini delle miniere, delle lotte operaie, delle feste popolari, della vita quotidiana. Tracce spesso invisibili agli archivi ufficiali, ma fondamentali per comprendere l’identità profonda di un territorio. Da questa consapevolezza nasce Memorabilia: una piattaforma digitale partecipativa ideata da Riverrun ETS per creare archivi di comunità nei luoghi marginali d’Italia, dalle periferie urbane alle aree rurali e post-industriali. L’obiettivo del progetto è attivare, in partenariato con la nostra associazione Villaggio Normann OdV, un grande archivio digitale diffuso dedicato ai territori che ruotano attorno ai villaggi minerari di Normann, Bindua, San Giovanni Miniera e alle miniere di San Giovanni e Monte Agruxiau attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti, delle associazioni, delle scuole, degli ex minatori, delle famiglie e di tutte le realtà che custodiscono materiali e memorie legate a questi luoghi.
Memorabilia non è un semplice archivio storico. È un processo collettivo di riappropriazione narrativa. Parte dall’idea che la memoria non sia qualcosa di fisso, celebrativo o nostalgico, ma una materia viva, attraversata da conflitti, emozioni, trasformazioni e desideri di futuro. Ogni fotografia, documento o racconto personale non viene trattato come “reperto”, ma come frammento di una autobiografia collettiva in continua evoluzione. Il progetto prevede la raccolta, digitalizzazione e organizzazione di materiali provenienti dagli archivi privati degli abitanti: fotografie di famiglia, immagini del lavoro minerario, lettere, audio, filmati, mappe, documenti, testimonianze orali e memorie quotidiane. Tutti i contenuti confluiranno in una piattaforma online libera e accessibile, implementabile nel tempo dagli stessi abitanti. Accanto alla dimensione digitale verranno attivati laboratori pubblici, incontri intergenerazionali, momenti di raccolta collettiva dei materiali e percorsi artistici e performativi site-specific capaci di restituire i contenuti emersi attraverso linguaggi contemporanei.
Una parte centrale del progetto sarà dedicata alla realizzazione di QR code artistici permanenti collocati nei luoghi simbolici del nostro territorio minerario: laverie, piazze, case operaie, dopolavoro, belvedere, scuole, pozzi minerari e spazi di aggregazione. Attraverso questi “portali di memoria” sarà possibile accedere direttamente alle sezioni dell’archivio digitale dedicate ai singoli luoghi, creando una connessione permanente tra spazio fisico e archivio online. Il lavoro verrà sviluppato secondo una metodologia partecipativa e orizzontale. Le categorie dell’archivio non saranno definite dall’alto, ma emergeranno progressivamente dal territorio stesso: il lavoro minerario, le migrazioni, la vita comunitaria, il conflitto sociale, l’abbandono, il paesaggio industriale, la memoria antifascista, il rapporto con il mare, le forme di mutualismo e solidarietà nate attorno alle miniere.
In territori segnati dalla crisi industriale, dallo spopolamento e dalla perdita di prospettive condivise, la memoria può diventare uno strumento concreto di riattivazione sociale. Non per musealizzare il passato, ma per ricostruire legami, generare nuove forme di partecipazione e restituire alle comunità la possibilità di raccontarsi con le proprie parole, sottraendosi a narrazioni esterne e stereotipate. È in questo senso che Memorabilia considera l’archivio un gesto culturale ma anche politico: il diritto di una comunità di riprendere in mano la propria storia per poter immaginare il proprio futuro. Per la realizzazione dell’archivio territoriale dedicato ai centri minerari di Normann, San Giovanni, Bindua e Monte Agruxiau, l’Associazione Villaggio Normann intende coinvolgere enti pubblici, scuole, biblioteche, associazioni culturali, realtà del terzo settore, musei, archivi, gruppi informali e singoli abitanti interessati a contribuire alla costruzione di questo patrimonio condiviso.

