La linea invisibile – Incontro con Maurizio Oviglia

Maurizio Oviglia, intervistato da uno straordinario Lino Cianciotto, ci spiegherà “la linea invisibile”: quella che gli arrampicatori tracciano nella propria mente prima di aggredire la roccia. Vi promettiamo una serata adrenalinica e divertente tra le immagini e i racconti di Maurizio e le “incursioni” di Lino Cianciotto.

Evento gratuito, prenotazioni tramite WhatsApp al numero 328 126 4716

Maurizio Oviglia (61 anni) è un alpinista, arrampicatore e scrittore italiano. Ha aperto più di tremila vie soprattutto nelle Alpi, in Sardegna, Sicilia e Corsica ma anche in Venezuela, Marocco, Turchia e Messico. Con i suoi libri e le sue fotografie ha contribuito a far conoscere in tutto il mondo l’arrampicata sportiva in Sardegna, dove ha aperto un gran numero di itinerari. Ha scritto articoli per tutte le testate specializzate nazionali ed internazionali, è autore di una ventina di guide di arrampicata sulla Sardegna, Piemonte e Corsica. Per dieci anni è stato redattore della rivista internazionale Vertical Magazine. È accademico del CAI e socio dell’Alpine Club inglese. È Istruttore Nazionale di arrampicata libera del CAI.

Lino Cianciotto (61 anni) è un esploratore, divulgatore, fotografo e guida ambientale (ha in attivo diversi Guide e libri fotografici sulle bellezze dell’Isola). È anche una guida paralimpica da quando, nel 2013, un masso gli ha schiacciato una gamba. Così, tra le altre, ha partecipato all’UTSS di Baunei nel 2017, al Trail del Marganai (per 5 edizioni, l’ultima nella 48k) e al Sky Race a Villacidro (2018 e 2019) al pari degli altri atleti. A staffetta con altri amputati percorre il Tot Dret nel 2018 e 2019 (130k) e il Tor in gamba nel 2020 (342k) in Val d’Aosta. Nel 2019 sale la Vertical di Punta Martin in Liguria e nel giugno del 2023 è finisher alla Lavaredo Ultra Trail nella 50k, primo amputato al mondo ad aver partecipato a questa gara con pari condizioni degli altri atleti. Inoltre promuove e organizza da tre anni la 24 ore in Cammino nella Costa delle miniere, oltre 6, km di percorrenza nei sentieri costieri del sud ovest della Sardegna. Per i non tecnici, tutte gare di corsa in ambiente naturale con importanti difficoltà e dislivelli. Fino ad essere il primo atleta disabile a chiudere in autonomia il famoso Selvaggio Blu di Baunei in 30 ore nell’aprile 2019, percorso da Pedra Longa a Cala Sisine, passando per falesie a strapiombo sul mare e salite in corda insieme a Stefano Gervasoni, Angelo Lobina, Matteo Cara e Andrea Cossu. Da molti definito il percorso di trekking più bello d’Europa. L’anno dopo chiude la Gennargentu Experience di 62 km in 30 ore no stop.