La nostra rassegna estiva si conclude con il racconto cinematografico documentaristico di una strage avvenuta in miniera nel 1937 e tenuta nascosta dal regime fascista. Sarà l’occasione per riflettere sul tema delle cosiddette “morti bianche” insieme al regista e agli operatori del Csc Carbonia-Iglesias Società Umanitaria. Ma il prologo sarà al belvedere di Normann con il Coro Concordia Villa Ecclesiae che ci introdurrà al tema attraverso la suggestione del canto polifonico. Appuntamento alle 19,30 al Belvedere per poi proseguire alle 20,30 con il film.
Il film
Il 19 ottobre del 1937 una violenta esplosione devastò il cantiere minerario di Schisorgiu, aperto ai piedi della collina di Monte Sirai. In quella piana, un anno dopo, sarebbe sorta Carbonia. Decine di minatori lavoravano all’estrazione del carbone quando vennero investiti da un violentissimo vortice rovente. Alcuni minatori vennero scaraventati contro le pareti della galleria e morirono all’istante. Altri ebbero i polmoni bruciati dall’aria ad altissima temperatura che furono costretti a respirare. Quattordici minatori persero la vita, alcuni immediatamente, altri nei mesi successivi e dopo atroci sofferenze. Altri, benché gravemente feriti, scamparono alla morte. Attraverso interviste a esperte della miniera, figure del mondo del lavoro e parenti delle vittime, il film Schisorgiu 1937 ricostruisce per immagini, evocazioni e racconto orale, quello che fu tra i più gravi infortuni nella storia mineraria sarda e italiana. Un sacrificio quasi ignorato dalla stampa dell’epoca e perso nella Memoria collettiva.
Il film è stato realizzato, a partire da un’idea dell’Associazione Amici della Miniera e del giornalista Sandro Mantega, dal CSC Carbonia della Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema, in collaborazione con il Comune di Carbonia, lo S.B.I.S. – Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis e con il sostegno della Fondazione di Sardegna e del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna.
Il regista
Paolo Carboni è regista e produttore indipendente, si forma come operatore di ripresa e video collaborando con diverse emittenti regionali e nazionali come Ideatore di programmi televisivi e documentari nazionali. Nel contempo inizia il suo percorso come videomaker, frequenta corsi sul documentarismo cinematografico tenuti dal regista argentino Fernando Solanas. Contemporaneamente continua la sua attività per la televisione, producendo le trasmissioni “Griffies“, rotocalco di moda e costume e “Sentidu“, settimanale di cultura sarda.
Il regista realizza, a partire dal 2000, una serie di cortometraggi di finzione, come “Sa contra“. Di seguito realizza i suoi primi documentari autoprodotti, come “Curraggia 28 luglio 1983“, che racconta l’incendio che colpì drammaticamente la cittadina di Tempio Pausania, causando la morte di nove persone. Nel 2007 realizza i documentari “I Giganti della Montagna” e “Storie di donne“, che rievocano i ricordi dei vecchi minatori attraverso le loro voci e delle loro compagne e figlie.
Nel 2008 al Festival Internazionale del Cortometraggio di Siena vince il Gran Premio Kodak come Miglior Film Italiano e il Premio delle Meraviglie Veronica Locatelli. Nel 2009 si aggiudica il terzo premio al concorso “Il cinema racconta il lavoro“. Ottiene una menzione speciale al concorso “Cinema e Migrazione” con il progetto “Le spose di Hornù“.





















