La nostra rassegna estiva comincia, in collaborazione con la Società Umanitaria, con questo bellissimo film di Daniele Atzeni (2011 | 31′) che servirà bene a introdurre il tema dei “luoghi sospesi”.
Il genere è il mockumentary (un finto documentario) dove la tragedia di un paese immaginario, Alos, è narrata dall’unico sopravvissuto: Antonio Gairo. Tutti gli altri abitanti sono morti in una notte del 1964, trasformando il paesino del centro Sardegna in un tetro villaggio fantasma. Antonio Gairo sembra impazzito e i suoi racconti non vengono presi sul serio fino a quando, ritrovata la memoria perduta, narra, come una parabola moderna, la vita e la morte del paese ricostruendo, con incredibile lucidità, le circostanze che causarono la tragedia.
Ibrido fra finzione e documentario, cinema e letteratura, il film narra, attraverso un ampio uso di filmati di repertorio, l’abbraccio mortale tra la “modernità” e una piccola comunità sarda degli anni ’50. La morale è chiara: ciò che sembra salvifico può rivelarsi fatale, perchè un popolo che rinuncia alla propria identità si condanna da solo all’estinzione.
Dopo la proiezione, a cui, per motivi di salute, non potrà partecipare in presenza il regista Daniele Atzeni, si approfondirà grazie a Paolo Serra, Direttore regionale Umanitaria Sardegna e Maria Pina Usai, Architetta PhD, curatrice e ricercatrice, fondatrice di U-BOOT Lab.
