Dall’era del muto a Indiana Jones, un viaggio alla scoperta della figura dell’archeologo al cinema
Secondo incontro di archeologia con la presentazione del libro “L’archeologo sul grande schermo”.
L’autore Francesco Bellu, archeologo, insegnante e giornalista, dialoga con Mattia Sanna Montanelli, archeologo e ricercatore universitario, sull’immagine dell’archeologo trasmessa dal cinema. E’ stata una serata istruttiva e divertente perchè, per parlare dell’archeologia nel cinema, occorre una certa dose di leggerezza pur senza trascurare i rigorosi strumenti della critica.
«La X non è mai il punto in cui scavare. Ma siamo proprio sicuri?»
Così il professor Henry Jones jr ammonisce i suoi allievi poco prima di volare in Italia. Una volta giunto a Venezia, troverà una grande X sul pavimento di una biblioteca e deciderà di sfondarlo con un candelabro, contraddicendo quanto detto a lezione. È una delle scene migliori di Indiana Jones e l’ultima crociata (1989), in cui esagerazione e ironia si mescolano in un insieme irresistibile.
Francesco Bellu ha scritto un libro che finora, in Italia, non era mai stato pubblicato. Nella presentazione si parlerà della storia del cinema ma anche di quella dell’archeologia: all’entusiasmo per le prime scoperte era seguita la passione per l’esotismo, che l’avvento del cinema aveva poi amplificato a dismisura. Scopritori impavidi, mummie, misteri, donne bellissime, amori e perdite rappresentano un filone che avrà talmente tanta fortuna da essere replicato sino ad oggi attraverso film di genere come le varie versioni de La mummia, horror come L’esorcista e personaggi iconici come Indiana Jones o Lara Croft, giusto per citare i più noti. Non mancano derive curiose, come il cinema erotico soft e hardcore e opere smaccatamente d’autore. Verranno messe in luce similitudini, differenze e criticità sulla rappresentazione di un mestiere che è decisamente ben diverso da ciò che vediamo sul grande schermo ma che, paradossalmente, proprio grazie al cinema, ha acquistato un fascino che dura ancora oggi. Da Indiana Jones a Lara Croft passando per i primi esempi dell’era del muto.
Un viaggio che racconta la figura dell’archeologo attraverso le numerose declinazioni in cui è apparso al cinema.
Francesco Bellu
Archeologo prestato al giornalismo e viceversa, una laurea in Conservazione dei Beni Culturali, un master in Giornalismo e la specializzazione in Beni archeologici all’Università di Sassari. Giornalista professionista, attualmente è docente di Comunicazione dei Beni Culturali al Dipartimento di Storia della medesima università ed è docente di Lettere per le scuole secondarie superiori. Ha scritto per vari quotidiani e testate sia web che su carta, in particolare su «Movieplayer», «La Nuova Sardegna», «Sardinia Post» e «Sardinia Post Magazine». Ha collaborato con il capitolo su “Rocco Schiavone” ne “Il mio terzo dizionario delle serie Tv cult. Da ‘Alias a ‘Westword’ e “Serie Tv cult: Omibus” a cura di Matteo Marino e Claudio Gotti (2019 e 2021) per BeccoGiallo Editore. Per Edizioni NPE ha pubblicato “L’archeologo sul grande schermo. Dall’era del muto a Indiana Jones, un viaggio alla scoperta della figura dell’archeologo al cinema” (2022). Per Beccogiallo ha in uscita ad agosto “Archeo Tales – Il mito del Minotauro”, storia a fumetti realizzata insieme a Emanuele Apostolidis e Federico Gardin.





Ci vediamo stasera per proseguire il discorso