Natale a Normann

Il Natale può essere per tutti, anche per chi non crede. Nel Natale c’è più spiritualità che religione: è la metafora di un mondo violento e incapace di accogliere. È il Natale del Bambino povero e profugo ma è anche il Natale di Erode e della sua volontà di morte. È il Natale della solidarietà dei pastori ma anche quello del cinismo degli indifferenti. Non a caso Il Cristo morirà insieme a due ladroni e la loro sofferenza non sarà minore della sua. È crocifisso l’operaio che muore mentre lavora, il profugo che annega, il bambino ucciso dai bombardamenti, il detenuto che si toglie la vita.  In questo senso il cristianesimo richiama tutti ai valori più profondi dell’umanità, quella che compatisce, soffre delle sofferenze altrui, si spoglia degli egoismi, dei pregiudizi, dei privilegi, per provare a unirsi nelle famiglie, nei paesi e per poter affrontare i conflitti immensi del mondo.