Il Villaggio Normann ieri ha ospitato studenti e docenti del C.P.I.A. (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Iglesias, scuola pubblica per adulti che accoglie studenti del primo e secondo periodo didattico (ex Licenza media e biennio della scuola secondaria di secondo grado), cittadini desiderosi di continuare a imparare seguendo corsi di inglese, spagnolo e tecnologia e studenti stranieri impegnati nell’apprendimento della lingua italiana
I docenti e gli studenti hanno scelto Normann con il desiderio di vivere un’esperienza comunitaria immersi nella natura del Monte San Giovanni e di conoscere i luoghi e la storia di questo esperimento di rigenerazione urbana e sociale.
Accompagnati dai volontari dell’Associazione Villaggio Normann, studenti e insegnanti hanno percorso insieme il sentiero 511 fino al Belvedere, dove si sono fermati per una colorita merenda condivisa, occasione per gustare alcune ricette dei diversi Paesi di provenienza.
Il tempo che è seguito è stato aperto con un gesto simbolico: il passaggio di un gomitolo di lana verde, in cerchio, per legarsi idealmente gli uni agli altri e aprirsi alle attività proposte.
Vista la coincidenza della Giornata mondiale del libro e della lettura, che ricorreva proprio ieri, e il 25 aprile alle porte, gli ospiti hanno potuto apprezzare – dalla voce appassionata di una volontaria – parte del bellissimo discorso di Piero Calamandrei ai giovani, appello alla responsabilità civica e alla difesa della Costituzione italiana. Un momento di emozione collettiva: la Costituzione Italiana era ormai patrimonio di tutti i presenti, indipendentemente dalla nazione di provenienza.
Poi spazio alla musica e alla danza: italiani e stranieri si sono cimentati in un ballo ucraino, una danza siriana e un canto brasiliano che celebrava l’importanza di vivere il presente e cogliere la bellezza della vita, qui e ora. L’energia della serata è continuata con due canti corali: Volare e Bella Ciao, proprio mentre il cielo ci regalava uno straordinario tramonto.
La conclusione della serata è stata dedicata alla scrittura di un biglietto con le proprie emozioni, lasciato in una scatola e poi ripescato da altri: un piccolo gesto per portare con sé un’emozione scaturita da questa esperienza.
Ancora una volta traiamo, dalle esperienze comunitarie, una grande lezione di vita: la diversità è ricchezza. In questo alternarsi di dare e avere, di ospitare ed essere ospiti, di dire e di ascoltare, di comprendere ed essere compresi c’è l’essenza più profonda della convivenza pacifica che non è materia delegata ai grandi del mondo ma che spetta a ognuno di noi nelle piccole come nelle grandi cose.

