Presentazione del libro di Margherita Corrado “Modigliani – La Sardegna e lo tsunami della fantasia”
Mercoledì 30 aprile alle ore 19,00, presso la sede dell’associazione Pozzo Sella a Monteponi, la studiosa Margherita Corrado, stimolata dallo storico dell’arte Marco Loi, presenterà la sua ultima opera in cui affronta, tra le altre cose, uno degli aspetti più controversi della storia dell’arte: quello legato alla presenza in Sardegna dell’artista toscano. Un’occasione straordinaria per approfondire una pagina importante della storia del nostro territorio.
Amedeo Modigliani
Amedeo Modigliani è stato uno tra gli artisti più rappresentativi del Novecento. Nonostante la sua morte precoce, a soli 35 anni, produsse un numero incredibile di opere d’arte al punto che oggi gliene vengono attribuite circa 1200. Eccentrico e innovativo visse un’esistenza anticonvenzionale, tuttora oggetto di discussioni e interpretazioni. Sulla sua presenza a Iglesias e nell’Iglesiente si è sempre favoleggiato senza prove e senza che mai gli storici trovassero un accordo.
La famiglia Modigliani
Nato a Livorno il 12 luglio 1884, Amedeo fu il quarto tra i figli di Flaminio Modigliani e Eugénie Garsin, una coppia combinata a tavolino tra due vecchie famiglie ebraiche. Un matrimonio nato male e finito peggio perché dalla data del matrimonio, e fino alla nascita di Amedeo, i genitori vissero prevalentemente separati: lei a Livorno, lui in Sardegna. Anche per questo motivo Modigliani potrebbe non essere mai giunto nell’Isola e non esiste alcun documento ufficiale che lo faccia ipotizzare. Grazie all’amicizia con Cavour, Flaminio Modigliani ottenne la proprietà di circa 12.000 ettari di foresta nel “Salto di Gessa” e i diritti per lo sfruttamento di venticinque miniere. Per queste attività, attuate con modalità predatorie, oggetto di molte critiche fin da allora, vennero edificate residenze e fattorie tra Sant’Angelo e Grugua. In questi terreni si attuò un disboscamento selvaggio finalizzato al commercio del legno e del carbone e vennero impiantati uliveti e vigneti. A far sì che l’olio e i vini prodotti in queste tenute potessero essere esportati, contribuì un altro toscano: Tito Taci, proprietario dell’albergo “Leon d’Oro” e valente procacciatore d’affari per le imprese locali. Nei suoi locali si incontravano politici e imprenditori creando i presupposti per proficui accordi. Tra le famiglie di imprenditori più importanti, oltre ai Modigliani, ricordiamo Nobilioni, Ciarella, Boldetti e Magnini.
Margherita Corrado
È nata e vive a Crotone. Archeologa e ricercatrice storica, si è laureata in Lettere Classiche, indirizzo archeologico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Master presso la Scuola di specializzazione in Archeologia di Matera. È stata parlamentare nella XVIII Legislatura nel Senato della Repubblica Italiana. È volontaria in attività didattiche in campo storico-archeologico. Ha pubblicato libri e numerosi studi di storia e archeologia.
Marco Loi
Nato a Carbonia e residente a Iglesias. Insegnante, giornalista pubblicista, laureato in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Parma e Master in Valorizzazione architettonica, turistica ed ambientale della Sardegna conseguito presso il Dipartimento di Architettura e Urbanistica di Alghero. E’ vissuto a Londra dove si è occupato di mercato dell’arte. Autore di saggi critici in italiano e in inglese, Organizza conferenze ed eventi culturali.

